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Epidemia di obesità. Così è stato definito dall’Organizzazione mondiale della sanità ( Oms) il drastico aumento – del 50% – delle persone obese al mondo nell’ultimo decennio: erano 200 milioni nel 1995, e 300 milioni nel 2003. Questo aumento tocca in particolare i più giovani.

Infatti, secondo il rapporto dell’Oms alla riunione dei ministri della sanità europei, il fenomeno è allarmante: la Svizzera – dopo Italia e Spagna – è al terzo posto per quanto concerne i bambini in sovrappeso: sono il 24% del totale. E in Ticino, se si considera che l’alimentazione e i modi di vita sono simili a quelli italiani, si potrebbe supporre che la percentuale dei giovanissimi in sovrappeso si avvicini a quella italiana, ovvero al 36%.

Un bambino su quattro, in Svizzera, e forse di più in Ticino, pesa quindi ben oltre quello che dovrebbe essere il suo peso ideale. Stiamo andando verso una società di ciccioni? «  Purtroppo sì  – afferma  Jean- Pierre Vermes,  medico consulente per l’obesità all’ospedale San Giovanni di Bellinzona – . Se si considera la percentuale attuale di bambini in sovrappeso è probabile che, a livello di popolazione adulta, nei prossimi dieci- venti anni, ci sarà un forte aumento di persone con problemi di peso  » .

In effetti, secondo uno studio effettuato tra il 1993 e il 2001, in Svizzera su un campione di quasi 10 mila persone tra i 35 e i 74 anni d’età è emerso che il 34% degli indagati è in sovrappeso e che l’ 11% soffre di obesità. Dato preoccupante: tra il 1993 e il 2000 c’è stato un costante aumento delle persone – donne e uomini – in sovrappeso. «  Sfortunatamente seguiamo il modello americano  » rileva ancora Vermes. Anche se, in Europa, il campanello d’allarme è stato suonato con maggior anticipo rispetto agli Stati Uniti, c’è quindi la possibilità di evitare che tra qualche decennio siano necessarie anche da noi automobili costruite su misura per obesi.

Se da una parte l’obesità – o perlomeno la predisposizione al sovrappeso – può avere cause genetiche ( «  vi sono svariati geni che contribuiscono all’accumulo di grassi »  ) , dall’altra sono principalmente l’ambiente nonché le abitudini di vita e alimentari, la causa di tanta ciccia. «  Attualmente esiste un’ipotesi interessante secondo cui gli uomini che vivono sul globo sono gli ‘ eredi’ di popolazioni preistoriche presso le quali erano geneticamente favoriti gli individui in grado di accumulare grasso  – spiega Vermes – .

Questo perché periodi di carestia erano frequenti. Per la sopravvivenza della specie era quindi necessaria questa capacità di accumulo  » . Il problema è che oggigiorno, perlomeno in quella zona del globo dove sta la Svizzera, di carestie nemmeno l’ombra. Anzi. «  In un ambiente come il nostro dove c’è una grande facilità di accesso al cibo  – continua il medico –  , ecco che si manifestano il sovrappeso e l’obesità, con tutto il loro corollario di patologie  » e i costi ( economici ma non solo) legati a queste ultime.

Nemica di una crescita sana dei bambini è quindi l’immensa offerta di merendine, dolcetti, cibi dei fast- food, surgelati e altro. Ma non solo: la principale causa è – sottolinea Vermes – la sedentarietà. L’urbanizzazione delle masse, il proliferare di ogni tipo di apparecchiatura – dalla macchina, al computer, alla televisione – che impedisce o riduce al massimo ogni attività fisica, le lunghe ore trascorse seduti a una scrivania in ufficio o a un banco in classe fanno sì che le calorie accumulate non vengano smaltite. Risultato: bambini che conoscono, sì, tutte le canzoncine dei cartoni animati alla televisione, ma che appena salgono una scala ansimano come se avessero 80 anni.

E se la lotta contro il fumo – che con l’alcool e l’alimentazione scorretta fa parte di quelle cattive abitudini che secondo l’Oms sono causa di nuove patologie, definite ‘ malattie del benessere’ – un po’ ovunque e anche in Ticino è accanita, non altrettanto si fa per quel che concerne il problema del troppo grasso. «  In Ticino se ne parla, ma quello del sovrappeso e dell’obesità non è ancora risentito come un problema maggiore.

A livello istituzionale, nella Divisione della salute, vi è coscienza dei rischi legati ai chili in eccesso, vengono proposte quindi campagne di prevenzione e sensibilizzazione, credo tuttavia che si possa sempre fare di più  »  .  E se a livello internazionale l’Oms ha lanciato l’allarme per l’epidemia di grasso che dai paesi ricchi si sta diffondendo anche in quelli poveri e che ha conseguenze disastrose sulla salute delle persone, «  in Ticino l’impressione è che non ci si sia ancora resi conto della gravità della situazione  » , afferma il medico. «  Oltre all’azione individuale di educazione dei bambini, è infatti sicuramente necessario che si agisca a livello di società, delle industrie alimentari o del mondo del lavoro, con iniziative che possano controllare quest’epidemia  – prosegue Jean- Pierre Vermes – .  Bisognerebbe ad esempio scrivere sulle lattine delle bevande zuccherate, come già si fa per i pacchetti di sigarette, ‘ nuoce alla salute’  » .

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