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	<title>Diete e consigli alimentari per dimagrire &#187; Salute</title>
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	<description>La più grande raccolta di articoli dedicati alle diete dimagranti</description>
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		<title>Benvenuti nel Magazine dedicato alla dieta e al benessere fisico</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 12:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benvenuti nel Magazine di informazione Dimagrire.DietaDimagrante.biz, dove trovate la più grande raccolta di articoli dedicati alla nutrizione, alle diete dimagranti, tanti consigli alimentari per dimagrire e rimanere sani e in forma. Il nostro ruolo è quello di aggregare e selezionare le notizie più interessanti pubblicate sul web, in modo che si possano consultare in modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="announcement_post"><p>Benvenuti nel Magazine di informazione Dimagrire.DietaDimagrante.biz, dove trovate la più grande <strong>raccolta di articoli dedicati alla nutrizione, alle diete dimagranti</strong>, tanti consigli alimentari per dimagrire e rimanere sani e in forma. Il nostro ruolo è quello di aggregare e selezionare le notizie più interessanti pubblicate sul web, in modo che si possano consultare in modo semplice e rapido con un semplice click del mouse. Quindi un punto di riferimento per chiunque sia interessato a recuperare in modo rapido tutti gli articoli che hanno come tema l&#8217;alimentazione corretta, il controllo del peso e la salute, argomenti essenziali per migliorare il nostro livello di Benessere generale.</p>
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		<title>Dietisti: bambini in sovrappeso!</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 18:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crescita e cura bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[Se ne discusso a Verona nel corso del Congresso dell&#8217;Andid, l&#8217;associazione dei dietisti italiani. Associazione Nazionale Dietisti lancia l&#8217;allarme: oltre un miliardo di persone nel mondo è in sovrappeso, di cui oltre 300 milioni sono clinicamente obese; oltre un milione di morti all&#8217;anno nel mondo sono imputabili a patologie legate all&#8217;obesità. Anche l&#8217;area mediterranea non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ne discusso a Verona nel corso del Congresso dell&#8217;Andid, l&#8217;associazione dei <strong>dietisti italiani</strong>. Associazione Nazionale Dietisti lancia l&#8217;allarme: oltre un miliardo di persone nel mondo è in sovrappeso, di cui oltre 300 milioni sono clinicamente obese; oltre un milione di morti all&#8217;anno nel mondo sono imputabili a patologie legate all&#8217;obesità.</p>
<p>Anche l&#8217;area mediterranea non si discosta da questa tendenza anche se fino a qualche tempo fa era considerata una delle regioni meno travolte dalle patologie legate alla nutrizione e alimentazione. In Italia i dietisti sono rappresentati da circa mille professionisti sanitari &#8211; in possesso di una laurea triennale &#8211; e svolgono compiti di informazione-prevenzione, educazione e sorveglianza alimentare.</p>
<p>L&#8217;allarme, secondo l&#8217;Andid, è sostenuto dal<strong>le cifre: il 30% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni dell&#8217;area mediterranea è in soprappeso o già obeso</strong>. La percentuale si attesta intorno al 20% dai 13 ai 17 anni. In Europa ogni anno un bambino su cinque supera il proprio peso ideale, e oltre 400 mila sono sul punto di superarlo. In almeno sette Paesi europei una donna su cinque è obesa.</p>
<p>I fattori a rischio sono molti e conosciuti: ereditarietà da genitori obesi, sedentarietà, abitudini alimentari, condizioni socio economiche e culturali.</p>
<p>I dietisti invitano ancora una volta a non fidarsi delle &#8220;diete fai da te&#8221; e di quelle di moda: poiché sono considerate eccessivamente ridotte in calorie e squilibrate nei nutrienti: potrebbero dare risultati &#8220;molto soddisfacenti&#8221; nel breve periodo, ma controproducenti in tempi più lunghi.</p>
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		<title>Eliminare grasso da glutei, fianchi e pancia: dimagrimento mirato</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 06:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il peso corporeo è conseguenza del bilancio energetico. In condizioni normali, l’energia introdotta dovrebbe equivalere al dispendio energetico. Se si mangia troppo, cioè se si introducono troppe calorie, il surplus di energia viene immagazzinato sotto forma di grasso e si aumenta quindi di peso. Gli ormoni decidono dove si vanno a depositare questi grassi: nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il peso corporeo è conseguenza del bilancio energetico. In condizioni normali, l’energia introdotta dovrebbe equivalere al dispendio energetico. Se si mangia troppo, cioè se si introducono troppe calorie, il surplus di energia viene immagazzinato sotto forma di grasso e si aumenta quindi di peso.</p>
<p><strong>Gli ormoni decidono dove si vanno a depositare questi grassi: nelle donne solitamente sui glutei e sui fianchi, mentre negli uomini attorno alla pancia.</strong></p>
<p>Quando si inizia a dimagrire, il grasso viene gradualmente eliminato da tutte le parti del corpo. Non è purtroppo possibile decidere il punto esatto in cui vogliamo eliminare il grasso, bisogna avere molta pazienza e prima o poi la perdita di grasso diventerà visibile in tutte le posizioni del corpo.</p>
<p>Bisogna quindi diffidare dei prodotti che promettono dimagrimenti localizzati e mirati. La cosa più importante è seguire un corretto regime alimentare e fare regolarmente esercizio fisico: un corpo allenato è sicuramente più attraente di uno non allenato, anche nel caso che ci sia ancora qualche chilo di troppo.</p>
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		<title>Dieta: 10 suggerimenti per una alimentazione sana ed equilibrata</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 18:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione salutare]]></category>
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		<description><![CDATA[Di seguito troverete dieci suggerimenti per una corretta alimentazione che, se applicati quotidianamente, possono consentire, a chi è sovrappeso, di perdere qualche chilo senza troppa fatica, anche senza ricorrere all&#8217;intervento di un dietologo. Se desideri migliorare la tua dieta puoi avvalerti di questi 10 semplici consigli per una alimentazione sana ed equilibrata: 1) Ridurre di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito troverete dieci suggerimenti per una corretta alimentazione che, se applicati quotidianamente, possono consentire, a chi è sovrappeso, di perdere qualche chilo senza troppa fatica, anche senza ricorrere all&#8217;intervento di un dietologo. <strong>Se desideri migliorare la tua dieta puoi avvalerti di questi 10 semplici consigli per una alimentazione sana ed equilibrata:</strong></p>
<p>1) Ridurre di un quarto tutte le porzioni dei cibi ad eccezione delle verdure.<br />
2) Non saltare i pasti: così facendo si innesca un meccanismo che, dopo la restrizione, porta ad una perdita di controllo, cosicchè si finisce per introdurre in seguito cibo in quantità eccessiva.<br />
3) Frazionare l&#8217;alimentazione in tre pasti: fondamentale la prima colazione. Aggiungere due spuntini durante la giornata per prevenire gli attacchi di fame.<br />
4) Evitare cibi ricchi di grassi animali (burro, insaccati, formaggi): hanno un basso potere saziante apportando molte calorie.<br />
5) Preferire i cibi contenenti carboidrati e proteine quali pane, pasta, patate, legumi, carne, pesce.<br />
6) Mangiare verdure cotte e crude: oltre ad avere pochissime calorie, facilitano le funzioni intestinali.<br />
7) Evitare gli zuccheri semplici lontani dai pasti, perchè stimolano la produzione di insulina e quindi l&#8217;effetto ingrassante.<br />
8)  Bere molta acqua (1/2 litri al giorno) evitando l&#8217;alcool che apporta molte calorie.<br />
9) Evitare di tenere in casa eccessive quantità di cibo, se avete fame è meglio mangiare un frutto o della verdura.<br />
10) Una pur minima attività fisica quotidiana (fare le scale, camminare a passo svelto ecc.) rappresenta una garanzia per ottenere e mantenere gli obiettivi di dimagrimento prefissati.</p>
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		<title>Sport, attività fisica e buona alimentazione: no ai pasti ipocalorici</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 18:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro corpo, macchina straordinariamente complessa e articolata, è fatto per muoversi. Nel corso dei millenni l’uomo ha sempre avuto la necessità di spostarsi, di utilizzare i propri muscoli per cacciare e di conseguenza l’evoluzione ha consegnato alle generazioni future un corpo sempre più potenzialmente prestante e adatto all’attività muscolare. Il problema è che nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro corpo, macchina straordinariamente complessa e articolata, è fatto per muoversi. Nel corso dei millenni l’uomo ha sempre avuto la necessità di spostarsi, di utilizzare i propri muscoli per cacciare e di conseguenza l’evoluzione ha consegnato alle generazioni future un corpo sempre più potenzialmente prestante e adatto all’attività muscolare.</p>
<p>Il problema è che nella vita frenetica e stressante dei giorni nostri siamo costretti a starcene per ore nel caos del traffico, oppure chiusi in un ufficio di fronte ad un terminale, per chiudere la giornata stanchi morti spalmati sul divano di fronte alla televisione. I pasti sono consumati in fretta e sono troppo spesso ipercalorici, poi d’improvviso (magari con l’avvicinarsi della “prova costume”) diventano ipocalorici, con la conseguenza di una dieta povera di micro e a volte anche di macro nutrienti. Si può facilmente comprendere che ciò sia deleterio per il fisico e la mente, ma non è altrettanto automatico quantificare questo catafascio.</p>
<p>L’inattività muscolare si è rivelata un grosso fattore di rischio, al pari dell’ipertensione, del diabete o dell’ipercolesterolemia e molte malattie, soprattutto legate al sistema cardiocircolatorio, sono da imputarsi alla sedentarietà. Inoltre la psiche non può che risentire in termine di ansia e a volte depressione all’enorme mole di stress a cui siamo sottoposti giornalmente. Certamente in una realtà piccola come la nostra tutti questi discorsi hanno una valenza minore rispetto alle grandi città, ma non siamo certo isolati dal mondo e, come dimostrano i nostri sentieri sempre meno battuti, ci stiamo ammalando anche noi di quella che i medici chiamano “malattia ipocinetica”.</p>
<p>Dobbiamo renderci conto che la salute è un dono troppo prezioso per rinunciarvi causa vita sedentaria e per convincersi bisogna guardare le cifre che testimoniano che molte delle malattie che colpiscono l’uomo del ventunesimo secolo sono dovute allo scarso utilizzo dei muscoli. Nelle prossime puntate esamineremo dettagliatamente i principali benefici che derivano da una costante attività fisica accompagnata da una buona alimentazione, condizione necessaria per evitare quella pericolosissima quanto antiestetica condizione di “flaccidità” nella quale cascano sempre più persone, ossessionate dalla smania di dimagrimento.</p>
<p>Ciò che deve essere chiaro a tutti e che siamo fatti per muoverci e, dato che la vita attuale ci porta a muoverci molto raramente, un attività fisica costante e praticata con criterio è l’unico modo per mantenere in efficienza il nostro fisico evitando pericolose malattie e contestualmente rendere più attiva la nostra mente.</p>
<p>Bisogna in ogni modo prestare attenzione ad alcuni accorgimenti. Innanzitutto l’attività fisica, fermo restando la sua importanza vitale, non dev’essere sinonimo di obbligo, ma va goduta appieno gustandone ogni singolo momento. Sport non è sinonimo di sofferenza o rinunce, e lo stesso vale per la fatica. Muoversi vuol dire divertirsi e magari scherzare con un gruppo di amici, la fatica che a volte si fa non deve spaventare perché rappresenta l’emblema di ciò che ci manca, la sfida contro se stessi, il costante mettersi in gioco.</p>
<p><strong>Solo innamorandosi dello sport lo si può vivere nella maniera giusta, ma attenzione: esistono dei limiti che non si possono valicare.</strong> Il corpo ha bisogno di tempi lunghi di adattamento e di recupero dopo lo sforzo, non si può pretendere di raggiungere subito livelli alti di prestazione, pena problemi che si presentano spesso in individui che scoprono la bellezza dello sport, e che subito pretendono di praticarlo senza un criterio, mettendo corpo e mente in serio pericolo. Nei casi migliori tutto ciò sfocia in un infortunio. Di qui l’importanza di una buona visita medica, di essere consapevoli del proprio stato fisico e di farsi seguire da personale preparato.</p>
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		<title>Le cause dell&#8217;obesità: come ridurre il proprio peso</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:47:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicol</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’obesità è una malattia di cui soffrono 300 milioni di persone in tutto il mondo. Nell’ultimo decennio gli obesi sono aumentati del 50 per cento mentre le persone in sovrappeso sono quasi due miliardi. Sotto accusa sono i cibi pronti e i fast food. Discutiamo il problema con il professore Maurizio La Guardia. La terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’obesità è una malattia di cui soffrono 300 milioni di persone in tutto il mondo. Nell’ultimo decennio gli obesi sono aumentati del 50 per cento mentre le persone in sovrappeso sono quasi due miliardi. Sotto accusa sono i cibi pronti e i fast food. Discutiamo il problema con il professore Maurizio La Guardia.</p>
<p>La terra ha seri problemi di peso. In dieci anni gli obesi sono passati da 200 a 300 milioni con un incremento netto del 50 per cento. Paradossalmente il fenomeno inizia a coinvolgere anche i paesi del terzo mondo dove sono sorte delle cliniche nelle quali si praticano cure che mirano alla perdita del peso.</p>
<p>Di chi è la colpa? Parliamo di un fenomeno, che il ministro della Sanità Girolamo Sirchia ha definito “Nuova piaga del nostro secolo”, con il professore Maurizio La Guardia, docente di Scienze dell’alimentazione a Medicina.</p>
<p>Professore La Guardia, cosa è tecnicamente l’obesità?<br />
&#8220;L’obesità è una patologia caratterizzata da un eccessivo incremento della quantità di tessuto adiposo. Si considera obeso un soggetto che presenta un “indice di massa corporea” (il rapporto aritmetico tra il peso corporeo ed il quadrato dell’altezza) o Body Mass Index superiore a 30&#8243;.</p>
<p><strong>Quali sono le cause dell&#8217;obesità?</strong><br />
&#8220;Su questo si potrebbe scrivere un libro. Molto sinteticamente, possiamo dire che esiste una predisposizione genetica che, in determinate condizioni ambientali, oggi purtroppo molto diffuse, favorisce l’insorgenza della malattia&#8221;.</p>
<p><strong>È da considerarsi una malattia?</strong><br />
&#8220;Sicuramente. Anzi, data la sua ampia e crescente diffusione e date la gravità ed il numero delle sue complicanze, è una malattia di interesse sociale&#8221;.</p>
<p>Come ci si può tutelare dall’obesità?<br />
Teoricamente, basterebbe che il soggetto obeso seguisse una dieta ipocalorica e praticasse attività fisica per ridurre il proprio peso corporeo. Il problema è che oltre il 90 per cento degli obesi che hanno ridotto il loro peso corporeo dopo dieci anni lo ha riguadagnato. L’obesità è, allo stato attuale delle cose, da considerarsi una malattia cronica difficilmente guaribile.</p>
<p>Perché questa grossa difficoltà?<br />
&#8220;Perché il soggetto obeso, se vuol raggiungere e mantenere, e questo è più difficile, un peso corporeo realisticamente accettabile, non necessariamente quello ideale, che non esiste, deve cambiare radicalmente e permanentemente le proprie abitudini, non solo alimentari. Questo non è facile, soprattutto in una persona adulta, anche se ha coscienza dell’importanza del cambiamento; e, in ogni caso, non può prescindere dalla volontà del soggetto&#8221;.</p>
<p>Cosa bisogna fare allora?<br />
&#8220;È più facile che interventi sui soggetti più giovani con trasmissione continua nelle scuole di messaggi sul corretto stile di vita, controllo della correttezza dei messaggi pubblicitari di prodotti alimentari consumati prevalentemente da bambine e ragazzi, e informazioni sulle caratteristiche nutrizionali dei vari alimenti, possano avere un effetto positivo. Questo non è poco, perché l’obesità in età pediatrica predispone fortemente all’obesità dell’adulto; pertanto, se si riesce a ridurre l’obesità nei bambini e nei ragazzi, in futuro, tra 20 o 30 anni, si potrà assistere all’inversione della tendenza all’incremento della prevalenza dell’obesità nell’adulto. In caso contrario, purtroppo, l’obesità riguarderà una percentuale sempre maggiore di soggetti&#8221;.</p>
<p>Nel mondo, e paradossalmente anche nei paesi in via di sviluppo, gli obesi sono sempre di più, perché?<br />
&#8220;Per millenni, uno dei problemi principali dell’uomo è stato quello di reperire cibo. Era dunque importante che, nei periodi di relativa maggiore disponibilità di cibo, l’uomo fosse in grado di immagazzinare quello in eccesso. Pertanto, per selezione naturale, il nostro metabolismo è particolarmente adatto ad immagazzinare sostanze energetiche sotto forma di grasso. Quando in uno stato la disponibilità di cibo diventa permanentemente abbondante (ed il dispendio energetico medio diminuisce), cosa che è accaduta in Italia a partire dagli anni Sessanta e accade adesso nei paesi in via di sviluppo, inevitabilmente la prevalenza dell’obesità aumenta.</p>
<p>C’è anche l’aspetto culturale: molta gente ancor oggi tende a considerare il sovrappeso e l’obesità indici di buona salute. Tale modo di vedere è un retaggio proprio dei periodi in cui la disponibilità di cibo era scarsa, quando cioè la malnutrizione, e, conseguentemente, il sottopeso e la magrezza, favorivano la manifestazione di altre patologie, soprattutto infettive, come la tubercolosi. Allora, un bambino obeso era definito bello grasso. D’altra parte, anche l’uomo primitivo considerava l’obesità come una forma di bellezza, vedi la Venere di Willendorf. Tutt’oggi, presso alcune tribù africane, la donna più grassa diventa la sposa del capo tribù. Il problema è che quest’aspetto culturale persiste, sia pur meno sentito, ancora oggi nei paesi industrializzati, soprattutto presso le fasce sociali più basse, quelle cioè che maggiormente hanno sofferto degli svantaggi della scarsa disponibilità di cibo nei decenni passati. Se consideriamo che il livello culturale di queste fasce sociali è in media più basso del resto della popolazione, ecco che errati o fuorvianti messaggi pubblicitari riguardanti, nel caso nostro, l’alimentazione, trovano un humus fertile nel quale attecchire&#8221;.</p>
<p>Pochi giorni fa il ministro della Sanità Girolamo Sirchia ha aperto una questione sul problema obesità. E&#8217; davvero, come sostiene il ministro, anche un problema per il bilancio statale?<br />
&#8220;Sicuramente; ed è anche un problema notevole. Bisogna infatti considerare che il soggetto obeso va incontro più facilmente a patologie anche gravi: diversi tipi di tumori, ipertensione, diabete mellito, gotta, disturbi del metabolismo dei grassi, arterosclerosi, infarto del miocardio, ictus cerebrale, trombosi venose, insufficienza venosa, patologie respiratorie, artrosi, calcolosi alla colecisti, alterazione della funzione riproduttiva. Tutte queste patologie associate hanno costi notevoli, come consumo di farmaci, come giorni di ricovero, come giorni di assenza dal lavoro&#8221;.</p>
<p>Qual è, se esiste, il regime alimentare ideale?<br />
&#8220;Oggi è da tutti accettato che la cosiddetta dieta mediterranea rappresenta il modello dietetico più idoneo al mantenimento di un buono stato di salute. La dieta mediterranea è un’alimentazione basata essenzialmente su prodotti di origine vegetale (legumi, cereali, frutta e ortaggi, olio d’oliva); gli alimenti di origine animale la integrano per completare il soddisfacimento dei fabbisogni di alcuni nutrienti. Tuttavia, va sempre ricordato che, al fine del mantenimento del peso corporeo è più importante la quantità che la qualità: se introduco sempre più di quanto consumo, diventerò obeso, anche se il tipo di alimentazione è quello mediterraneo”.</p>
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		<title>Grasso in eccesso: il fattore di rischio per le persone sovrappeso</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 12:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[grasso in eccesso]]></category>
		<category><![CDATA[persone in sovrappeso]]></category>

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		<description><![CDATA[Un rapporto ampiamente riportato nelle settimane scorse ha ricordato che, nel mondo, gli obesi, a quota 1 miliardo, hanno superato i denutriti che oggi sono &#8220;solo&#8221;, c&#8217;è da vergognarsi a scriverlo, 800 milioni. Non è la prima volta, come nel caso dei due studi su Lancet e New England, che le indagini epidemiologiche sfornano dati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un rapporto ampiamente riportato nelle settimane scorse ha ricordato che, nel mondo, gli obesi, a quota 1 miliardo, hanno superato i denutriti che oggi sono &#8220;solo&#8221;, c&#8217;è da vergognarsi a scriverlo, 800 milioni.<br />
Non è la prima volta, come nel caso dei due studi su Lancet e New England, che le indagini epidemiologiche sfornano dati apparentemente in contrasto sul grasso come fattore di rischio di malattie e morti.</p>
<p>Anzi, negli Usa è sorto addirittura un movimento d&#8217;opinione che punta il dito contro dati epidemiologici traballanti per sostenere che lo spauracchio della grassezza come fattore di rischio viene gonfiato e sventolato davanti agli occhi della gente dall&#8217;industria farmaceutica e da quella connessa del dimagrimento.<br />
A ben guardare, si scopre però che anche il movimento di consumatori che spinge per sgonfiare il mito del grasso altamente nocivo è sponsorizzato da ristoranti e industrie alimentari. In questo garbuglio di interessi in contrasto non è facile trovare il bandolo. La tendenza a tirare i numeri da una parte o dall&#8217;altra è inevitabile.</p>
<p>Come pure la difficoltà delle indagini epidemiologiche a mettere in luce un effetto che, anche se l&#8217;enfasi è quasi la stessa, è assai inferiore di quello di altri fattori di rischio, il fumo tanto per dirne uno. In più c&#8217;è la difficoltà, come per altre materie, di interpretare ciò che significa per la salute del singolo quello che le statistiche dicono valere a proposito di una intera popolazione.<br />
Insomma, pochi chili in più fanno più male o più bene? Più male, è la risposta degli esperti. Anzi, a guardarli bene gli ultimi studi non sono neppure tanto in contrasto. &#8220;Tutti e tre concordano sul fatto che il minimo di rischio di morte e malattie c&#8217;è con un peso normale&#8221; afferma Maria Grazia Franzosi, epidemiologa dell&#8217;Istituto Mario Negri.</p>
<p>A rischio aumentato di decesso, fino al 40 per cento in più, sono invece le persone sottopeso, benché ciò venga quasi sempre taciuto, e anche su questo tutti e tre gli studi concordano. Per l&#8217;obesità vera e propria non c&#8217;è disaccordo: il rischio di morte aumenta di due o tre volte.<br />
I dubbi, semmai, riguardano il sovrappeso lieve e moderato. Anche se in questo caso sono più apparenti che reali, secondo gli esperti. A pensarla così è anche uno degli autori dello studio che sembrerebbe scagionare i chili di troppo. E parte della colpa sarebbe di come viene misurata la grassezza. In tutte queste indagini si usa come metro di riferimento l&#8217;indice di massa corporea (Imc), calcolato come rapporto tra peso e altezza.</p>
<p>Il numero dei ragazzini cinesi obesi sta aumentando. Oggi, un quinto delle persone in sovrappeso vive in questo paese, dove la vita è diventata più sedentaria, ed è salito anche il numero di autoMa ad avere Imc più elevato della norma possono essere anche le persone grandi e grosse, con molti muscoli, che pesano di più del grasso. &#8220;Per questo oggi si preferisce usare come misura del rischio, specialmente di quello cardiovascolare, non tanto l&#8217;indice di massa corporea, ma il rapporto tra la circonferenza della vita e quella dei fianchi. Questa misura ci dice se è presente la pancia, il grasso addominale, che è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e il diabete&#8221; spiega Franzosi.</p>
<p>&#8220;Il nostro messaggio non è che avere grasso in eccesso non è pericoloso. Noi mettiamo in dubbio che l&#8217;indice di massa corporea riesca a distinguere tra massa magra, muscoli, che invece è buona per la salute, e grasso corporeo vero e proprio, che fa male&#8221; sostiene anche Francisco Lopez-Jimenez, uno degli autori dello studio su Lancet.<br />
C&#8217;è da aggiungere un altro fattore che potrebbe spiegare la diversità dei risultati. &#8220;Probabilmente le persone sovrappeso già malate di malattie cardiovascolari, come quelle che lo studio di Lancet ha preso in considerazione, sono curate anche in modo più aggressivo per la loro patologia. Per questo muoiono di meno&#8221; spiega Paolo Vineis, epidemiologo all&#8217;Università di Torino e all&#8217;Imperial College di Londra.</p>
<p>&#8220;In ogni caso, lo studio di Lancet si riferisce alla mortalità in pazienti già affetti da malattia delle coronarie, l&#8217;altro alla mortalità in un vasto campione della popolazione generale, composta soprattutto da persone sane&#8221;.<br />
Effetti curiosi dell&#8217;epidemiologia. Le sue statistiche producono, tradotte sui giornali, un effetto ottico di perdita delle proporzioni. &#8220;Non si può far passare il messaggio che il sovrappeso quasi quasi fa bene alla salute&#8221; sostiene Franzosi. Nello stesso tempo, anche se è un costo elevato in termini di salute pubblica, il rischio individuale legato all&#8217;obesità non è molto alto.</p>
<p>&#8220;Chi fuma ha un rischio globale di morte aumentato di 2-3 volte; in chi è sovrappeso il rischio aumenta del 20-30 per cento ed è analogo a quello di un fumatore solo per i grandi obesi, casi rari&#8221; dice Carlo La Vecchia, epidemiologo all&#8217;Istituto Mario Negri e alla facoltà di medicina dell&#8217;Università di Milano.Moltiplicando però questo rischio tutto sommato abbastanza piccolo per la percentuale di popolazione interessata, in Italia il 30 per cento circa, le &#8220;morti evitabili&#8221;, nel linguaggio dell&#8217;epidemiologia, diventano molte.</p>
<p>Nonostante questo, una ricerca appena pubblicata sull&#8217;European journal of clinical nutrition fornisce, almeno per quel che riguarda il nostro Paese, un quadro più rassicurante. &#8220;Gli ultimi dati ci dicono che in Italia gli obesi non sono in aumento né tra gli adulti né tra i bambini. Le percentuali sono rimaste stabili negli ultimi venti anni&#8221; spiega La Vecchia.<br />
Tra i ragazzini, inoltre, meno del 10 per cento sarebbe sovrappeso od obeso (e non quel 36 per cento spesso citato). &#8220;Del resto&#8221; conclude La Vecchia &#8220;basta guardarsi intorno: dove sono tutti questi piccoli ciccioni?&#8221;. Insomma, i toni drammatici sull&#8217;&#8221;epidemia obesità&#8221;, da noi, sono fuori luogo.</p>
<p>LEGGERE BENE LE CIFRE<br />
- In italia, sono obesi circa 4 milioni di adulti (8 per cento della popolazione); sovrappeso 15 milioni (30 per cento). Il trend, al contrario di quanto si è sostenuto in passato, non è in aumento, ma è rimasto stabile negli ultimi 20 anni.<br />
- Il nostro Paese, insieme a Francia e Lussemburgo, ha la più bassa percentuale in Europa di adulti sovrappeso od obesi (37 per cento contro la media europea di 41).<br />
- Tra la gioveni donne, tra i 18 e i 24 anni, il sottopeso (15,1 per cento) è più comune del sovrappeso o dell&#8217;obesità.</p>
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		<title>Cibi con meno grassi: fanno veramente dimagrire gli alimenti light</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 20:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicol</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se è difficile rimanere magri e non ingrassare, nel Paese della pasta asciutta e della pizza, e pur vero che  oggi basa aprire una qualsiasi rivista o giornale per notare che dedicano ampio spazio a ricette leggere e diete che promettono miracoli. Oggi il popolo dei golosi non può, è proprio il caso di dire, mettersi il prosciutto sugli occhi e fingere di non vedere tutte le soluzioni che il mercato offre per rimanere in forma, tra questi anche i prodotti dietetici, condannati spesso da dietologi e nutrizionisti che li sconsigliano, a favore di una sana alimentazione.</p>
<p>Dolcificanti a base di aspartame o glucosio, gallette utilizzate al posto del pane, yogurt leggeri e formaggi light spopolano all’interno dei carrelli della spesa e oggi si calcola che il 70% dei prodotti  in commercio possiede un versione leggera.</p>
<p>Ma sarà vero che certi cibi, da sempre ritenuti grassi, se possiedono la scritta &#8220;light&#8221; non sono nocivi per la linea? Prima di tutto va sottolineato che un alimento può essere definito tale solo se ha ricevuto una certificazione. Infatti un regolamento europeo del 2007 ha stabilito quali sono le quantità e i tipi di ingredienti che servono a rendere un prodotto realmente più &#8220;salutistico&#8221;, rispetto alla versione tradizionale: un alimento che porta la scritta &#8220;a basso contenuto di grassi&#8221; dovrà possedere una dose che non supera il limite stabilito (meno di 40 Kcal), che cambierà qualora presenti la dicitura &#8220;a ridotto contenuto calorico&#8221;(contenuto ridotto del 30%  rispetto ai tradizionali).</p>
<p>Ma come vengono elaborati gli alimenti light? Ovviamente la preparazione non può avvenire semplicemente estraendo i lipidi dal prodotto ma, piuttosto, sostituendo questi con altri elementi, al fine di non alterare il gusto, il colore, l’odore o altre caratteristiche come la cremosità.</p>
<p>Studi fatti hanno dimostrato che non sempre ci sono delle effettive differenze nutrizionali e di gusto tra il prodotto classico e la sua versione light, mettendo in discussione la trasparenza delle etichette dei prodotti leggeri. Un esempio è la ricerca fatta dall’Associazione Altroconsumo che, su 42 etichette prese in esame, ne ha bocciate ben 24, valutando che tra le due versioni (originale e dietetica), non c&#8217;è poi tutta questa differenza.</p>
<p>Secondo la ricerca, in alcuni casi, il risparmio calorico era tale da non giustificare l’acquisto del prodotto e per alcuni alimenti, come le patatine (33% di grassi in meno) o la maionese (tra il 49% e il 68% di grassi in meno), la scritta light rappresentava un non senso. In altri casi le formulazioni dietetiche contenevano conservanti assenti nella versione originale del prodotto. Sono state rilevate incongruenze, anche dal punto di vista del prezzo, che risultava essere uguale, se non più alto, negli alimenti leggeri, nonostante avessero meno ingredienti di quelli originali: questo perché nella versione dietetica veniva pagato il peso dell’acqua. In pratica, come affermano da Altroconsumo: &#8220;Il risparmio calorico c’è quasi sempre, anche se non così conveniente da giustificare l’acquisto del prodotto alleggerito&#8221;.</p>
<p>Va considerato che anche le etichette possono trarre in inganno: spesso cibi con la scritta &#8220;pochi grassi&#8221;, contengono miscele di grassi saturi, maggiormente pericolosi per l’organismo o presentano più zuccheri, così come alimenti che riportano la dicitura &#8220;meno calorie&#8221; non sono realmente ipocalorici, in quanto bisogna sapere quel “meno” a quale prodotto va riferito.</p>
<p>La maggior parte dei nutrizionisti è contraria a queste forme di alimentazione che favorirebbero il fenomeno della compensazione energetica che consiste nel consumare alimenti maggiormente calorici nei pasti successivi o nel mangiare una dose maggiore di quel prodotto a causa del senso di sazietà che può determinare.</p>
<p>Ma, oltre ai fattori fisici, ci sono anche quelli psicologici che incidono negativamente, in quanto, spesso, pensando di introdurre una quantità di calorie inferiore, si è portati a mangiare di più o addirittura, la convinzione di non ingrassare, porta a non modificare cattive abitudini, come la sedentarietà.</p>
<p>Bisogna convincersi che non esistono cibi miracolosi, soprattutto se troppo invitanti!</p>
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		<title>Dieta Mediterranea</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 05:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dieta Mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono almeno 16 i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Le diete variano tra questi paesi e tra le regioni all&#8217;interno di ogni paese. Molte quindi le differenze di cultura, le origini etniche, le religioni, l&#8217;economia e non per ultimo il risultato della produzione agricola. Ma lo schema comune della dieta mediterranea ha alcune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono almeno 16 i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Le diete variano tra questi paesi e tra le regioni all&#8217;interno di ogni paese. Molte quindi le differenze di cultura, le origini etniche, le religioni, l&#8217;economia e non per ultimo il risultato della produzione agricola. Ma lo schema comune della dieta mediterranea ha alcune caratteristiche peculiari:</p>
<ul>
<li> Elevato consumo di frutta e verdura che svolge un’azione protettiva contro le malattie cardiache e il cancro.</li>
<li>Pane e altri cereali,  patate, fagioli, noci e semi.</li>
<li>Olio d&#8217;oliva è un importante fonte di grassi monoinsaturi, viene usato quasi esclusivamente nella cucina mediterranea al posto del burro e degli altri grassi.</li>
<li>Prodotti lattiero-caseari, pesce e pollame sono consumati in quantità moderate, e un po &#8216;di carne rossa è spesso presente nelle diete  mediterranee.</li>
<li>Le uova sono consumate da zero a quattro volte la settimana.</li>
<li>il vino è consumato in moderate quantità in concomitanza con i pasti. Per gli uomini, per moderate quantità si intendono due bicchieri  al giorno, per le donne uno.</li>
</ul>
<p>In generale, le diete degli americani contengono invece una percentuale elevata di calorie provenienti dai grassi. In questo modo si contribuisce ad aumentare il fenomeno dell&#8217; obesità negli Stati Uniti, che sta diventando una preoccupazione.</p>
<p>Forse è questo il motivo che spiega come l&#8217;incidenza di malattie cardiache nei paesi del Mediterraneo è inferiore a quella degli Stati Uniti. I tassi di mortalità sono più bassi. Ma questo potrebbe non essere del tutto a causa della dieta. Lo stile di vita (quali ad esempio l&#8217;attività fisica ed estesi sistemi di supporto sociale) può anche svolgere un ruolo importante per salute.</p>
<p>Persone che seguono la dieta mediterranea mangiano meno grassi saturi rispetto a coloro che seguono la dieta americana media. Inoltre più della metà delle calorie di grassi in una dieta mediterranea proviene dai grassi monoinsaturi (principalmente da olio di oliva). Grassi monoinsaturi non aumentano i livelli di colesterolo nel sangue contrariamente a quanto succede con i grassi saturi.</p>
<p>L&#8217;incidenza di malattie cardiache nei paesi del Mediterraneo è inferiore a quella degli Stati Uniti e i tassi di mortalità sono più bassi. Ma questo potrebbe non essere del tutto dovuto alla dieta. Lo stile di vita (quali ad esempio l&#8217;attività fisica) può anche svolgere un ruolo importante. Rimane comunque un dato di fatto che la popolazione mediterranea è consapevole che il suo stile di vita tradizionale è molto salutare.</p>
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		<title>La dieta per dimagrire deve essere personalizzata</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 17:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione salutare]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Suggerimenti per dimagrire]]></category>
		<category><![CDATA[dieta dimagrante]]></category>
		<category><![CDATA[dieta personalizzata]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornali e tv sono pieni di pubblicità di integratori, beveroni, barrette sostitutive dei pasti: non servono a dimagrire, costano molto e non contribuiscono alla giusta educazione alimentare. Una corretta dieta dimagrante dovrebbe essere il più possibile personalizzata. Il più delle volte, purtroppo, ci si abitua non a curare l’alimentazione adottando una dieta variata e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornali e tv sono pieni di pubblicità di integratori, beveroni, barrette sostitutive dei pasti: non servono a dimagrire, costano molto e non contribuiscono alla giusta educazione alimentare. <strong>Una corretta dieta dimagrante dovrebbe essere il più possibile personalizzata.</strong></p>
<p>Il più delle volte, purtroppo, ci si abitua non a curare l’alimentazione adottando una dieta variata e a fare moto, ma a ricorrere a beveroni e pillole strane per essere in forma. E c’è anche chi si affida a Internet per trovare la dieta giusta: sono tanti i siti dedicati al dimagrire che propongono per lo più regimi alimentari sbilanciati o troppo restrittivi. Non fatevi ingannare. La dieta deve essere personalizzata e una<br />
formula magica non esiste. Per non cadere nelle trappole del dimagrire facile è importante potenziare l’informazione nel campo dell’alimentazione attraverso iniziative di educazione alimentare.</p>
<p><strong>Il modo migliore per non dover dimagrire è non ingrassare</strong>: quindi adottare un’alimentazione sana ed equilibrata e uno stile di vita non sedentario. E se qualche chilo in più c’è, per smaltirlo basta seguire poche, semplici regole.</p>
<p>La dieta deve essere il più possibile personalizzata: non ci sono infatti diete che vanno bene per tutti, ognuno di noi ha bisogno di un regime specifico in base al proprio metabolismo, all’attività lavorativa, alle abitudini alimentari e all’attività fisica.</p>
<p>Quindi le diete di riviste e siti non sono sempre corrette, perché sono studiate per soggetti medi e non possono certo rispecchiare i bisogni di tutti. Per individuare la dieta ad hoc per voi è meglio rivolgersi al proprio medico, che terrà conto delle vostre esigenze e vi seguirà poi nel percorso di dimagrimento.</p>
<p><strong>La dieta deve essere anche un’occasione per cambiare il proprio stile di vita</strong>, attribuendo una maggiore attenzione alla propria salute. I metodi per dimagrire che promettono risultati in poco tempo non rientrano in questa logica: mentre invece il nuovo regime alimentare deve durare per mantenere il peso forma raggiunto. Quindi il peso deve essere perso gradualmente, senza sottoporsi a sfibranti privazioni con il solo risultato di ritrovarsi al punto di partenza dopo qualche mese.</p>
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