Nazario Melchionda, endocrinologo, autore di «Le diete fanno ingrassare», riporta l’attenzione sul movimento fisico: «La maggior parte delle persone non ne capisce l’importanza e continua a ridurre l’apporto calorico mentre invece il fattore fondamentale del successo è lo sport. Calare di peso in modo artificiale non fa bene, occorre raggiungere un equilibrio psico fisico».
Enrico Arcelli, docente di scienze motorie all’università di Firenze, afferma: «L’attenzione morbosa al cibo è controproducente. Tanto maggiori sono gli obblighi tanto meno vengono rispettati. Le costrizioni non ripagano. Il segreto è assimilare informazioni corrette che aiutano a scegliere e non riducono in schiavitù. E’ una delle ragioni per cui sono un convinto sostenitore della dieta a “zona”, dove i carboidrati hanno la prevalenza, il 40%, controbilanciati dal 30% di proteine. Uno schema salutare, appagante, non rigido».
Nel libro «Mangiare bene, mangiare sano» Renzo Pellati, specialista in scienze dell’alimentazione, traccia la strada che conduce verso il peso ideale. Così scrive: «L’importante è cambiare lentamente le proprie abitudini alimentari sbagliate. Se il soggetto è forte mangiatore sarà opportuno soddisfare il senso di sazietà con cibi poco calorici, come ortaggi, frutta e con poco condimento. Se eccede in alimenti ricchi di grassi, come formaggi, salumi, carne, dolci farciti di creme, si ridurranno gradatamente le dosi. Se esagera in un solo pasto bisognerà ridistribuirlo in vari spuntini. In ogni caso è un errore demonizzare il cibo».
