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nov 13

La scoperta del professore Saito Masayuki sarà di sollievo per chi vuole perdere peso con il minimo sforzo possibile: il grasso può essere bruciato dal freddo. E attenzione ai bambini: coprirli troppo favorisce l’obesità da adulti. Anche l’Università di Ancona si lancia nella ricerca di un farmaco che sfrutti questa nuova scoperta.

Benedette le blasonate università straniere, che ci regalano ricerche imprescindibili. Nuova, innovativa, ultima scoperta: il freddo aiuta a bruciare i grassi. Come i miracolosi prodotti delle televendite dei canali locali, che promettono di dimagrire senza alcuno sforzo e senza nessuna goccia di sudore, pare che basti abbassare i gradi del condizionatore per risvegliare la parte del tessuto adiposo addetta a bruciare i grassi (la cosiddetta parte bruna) e, di conseguenza, ridurre l’altra parte del tessuto adiposo, quella bianca, che accumula le calorie. Inizialmente si pensava che funzionasse solo sui bambini, ma secondo uno studio del nutrizionista Saito Masayuki, del Tenshi College di Sapporo, che ha condotto delle ricerche su dei volontari, anche negli adulti le calorie vengono bruciate più in fretta grazie al freddo. Contrariamente a quanto si pensava, la parte bruna esiste anche nei più grandi. E la sua crescita può essere stimolata. Nonostante la nostra equilibrata dieta mediterranea, c’è il rischio che il caldo africano sempre più presente (a causa degli scompensi climatici) riduca nei prossimi anni noi italiani in un popolo di obesi? L’unica soluzione è camminare scalzi sulla neve o farsi la doccia fredda d’inverno?
“Non c’è all’orizzonte nessuna ‘terapia del freddo’ – dice Saverio Cinti dell’Università di Ancona – ma è possibile utilizzare il freddo in modo preventivo, soprattutto per i bambini”. Il professor Cinti rimprovera alle mamme troppo premurose che c’è la tendenza a tenere i bambini troppo coperti o in ambienti eccessivamente riscaldati: “Questo – aggiunge – può portare alla riduzione del grasso corporeo e alla tendenza a ingrassare”. Sul fronte della terapia, invece, la speranza è di riuscire a trovare farmaci capaci di mettere in moto l’attività e di aumentare la produzione del tessuto adiposo bruno, facendo leva sugli “interruttori biochimici” che lo controllano. Insomma, che basti beccarsi un raffreddore per perdere qualche chilo? Non lo sappiamo. Però, a nostro parere, meglio pensare prima alla salute, e poi all’estetica.

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