Fai lo shampoo e i capelli rimangono secchi? Li metti in piega e continuano a essere spenti e opachi? Un problema antipatico. E se durante i mesi freddi sei riuscita a nascondere tutto sotto al berretto, con la primavera tutto torna a essere fin troppo evidente. La colpa è anche del clima che è cambiato: ancora non hai superato il trauma dell’inquinamento e dei termosifoni che subito arriva lo stress causato da vento, sole e umidità. Se, poi, raffreddore e influenza ti hanno un po’ debilitata, anche i capelli ne avranno risentito. Quello che ci vuole adesso è un programma idratante. Ecco, punto per punto, cosa devi fare ai tuoi capelli.
COME LAVARLI. Evita gli shampoo frequenti: basta lavare la testa due volte alla settimana. Usando, però, un prodotto specifico per capelli aridi. Prima della pulizia, applica sulla testa asciutta un impacco idratante fatto con quattro cucchiai di miele e un rosso d’uovo. Lascia in posa per quindici minuti e procedi con lo shampoo.
Come trattarli: se i capelli sono fragili, scegli un balsamo da risciacquare. Applicalo solo sulle punte, per non appesantire troppo. E, per farlo agire meglio, lascialo in posa per dieci minuti anziché due. Avvolgendo la testa con un asciugamano di spugna bagnato con acqua caldissima e ben strizzato. Poi passa all’asciugatura.
COME IDRATARLI: per prevenire le doppie punte, tipiche dei capelli secchi, una volta alla settimana fai un impacco ricostituente. Procurati dell’olio di ricino e applicalo la sera, da metà lunghezza alle punte, aiutandoti con un pettine a denti larghi. Avvolgi la testa con la pellicola trasparente e lascia agire l’olio per tutta la notte. Al mattino elimina il prodotto con uno shampoo.
COME RIGENERARLI: i capelli secchi sono molto delicati e, per non stressarli di più, devi usare qualche precauzione. Evita, per esempio, il gel per lo styling: preferisci cere o mousse dall’effetto morbido. Non usare spesso la piastra lisciante: massimo una volta al mese, e solo proteggendo i capelli con uno spray. Lascia perdere anche code, trecce o qualsiasi pettinatura che preveda l’uso di elastici: anche se sono rivestiti di cotone possono spezzare i capelli. Per finire, se vai in piscina, prima della cuffia metti un olio antiaridità.
STOP ALLA CALVIZIE
FALSO: fare sport può danneggiare i capelli fragili. L’attività fisica non fa che bene alla capigliatura. La sua pratica regolare aiuta l’organismo a eliminare, attraverso il sudore, le tossine che si formano intorno alle radici e ne ostacolano l’attività. Se resta sul cuoio capelluto, però, il sudore può essere nocivo. Quindi, ogni volta che hai finito di fare sport, sciacqua abbondantemente i capelli o lavali con uno shampoo delicato.
VERO: una dieta squilibrata indebolisce i capelli. I capelli possono risentire di un’alimentazione scorretta. Una carenza di aminoacidi come cistina e cisteina, di sali minerali o di vitamine può rendere la chioma “spenta” o addirittura predisporre alla caduta. Queste sostanze preziose si trovano principalmente in carni rosse, uova, legumi, frutta e verdure.
FALSO: la forfora favorisce la caduta dei capelli. La forfora non impedisce alle radici di respirare, né ai capelli di svilupparsi. È il segno di uno squilibrio del pH del cuoio capelluto causato, per esempio, da shampoo molto aggressivi, stress, cattiva alimentazione. Può essere un sintomo parallelo alla caduta dei capelli, ma non la scatena. Per combatterla, alterna al solito shampoo uno shampoo in olio, non schiumogeno.
VERO: una capigliatura sana è programmata per vivere 100 anni. Il rinnovamento delle radici dei nostri capelli è programmato per 130 cicli. Quindi, in teoria, una capigliatura sana potrebbe “vivere” per oltre un secolo e un quarto. Ma con l’età ogni ciclo diventa più lento e i capelli crescono con rapidità via via minore.
FALSO: gli shampoo da bambini sono più dolci anche per gli adulti. L’indicazione “per bambini” non significa “più dolce”, ma “poco irritante” e “non brucia agli occhi”. Questi prodotti contengono sostanze grasse utili per detergere i capelli e il cuoio capelluto delicati dei bambini. Ma possono essere utilizzati anche dagli adulti. Per esempio alternandoli, di tanto in tanto, al proprio shampoo preferito.
VERO: la carenza di ferro rende fragili i capelli. Il ferro trasporta i globuli rossi alle radici dei capelli. Se manca possono verificarsi atrofia delle radici, assottigliamento e caduta diffusa. Quando l’esame del sangue rivela un deficit di ferro, il medico può prescrivere un integratore di questo minerale. Utile anche la vitamina C, che ne favorisce l’assorbimento.
FALSO: se il papà è calvo, lo sarà per forza anche il figlio. Il disturbo ormonale detto alopecia androgenetica può essere trasmesso dal padre o dalla madre. E anche se i due genitori sono portatori del gene della calvizie, le combinazioni della trasmissione genetica fanno sì che la calvizie possa saltare una o più generazioni. Ereditario non significa obbligatorio: si possono avere capelli foltissimi in una famiglia di calvi, e viceversa.
VERO: d’estate i capelli crescono più in fretta. Il sole aiuta il calcio a fissarsi mediante la vitamina D e attiva la circolazione delle migliaia di piccoli vasi che irrorano il cuoio capelluto. In pratica, fa crescere i capelli più sani e più forti. Se aspiri a una lunga e fluente chioma, l’estate è il periodo ideale. Ma occhio al troppo sole: rischi un’insolazione!
FALSO: le cadute ereditarie dipendono solo dagli ormoni. Anche le donne producono ormoni androgeni; e anche nelle donne la caduta di capelli può essere trasmessa geneticamente. Ci sono però importanti differenze: nella donna, la produzione di androgeni è 10 volte inferiore a quella degli uomini, e i loro ormoni femminili entrano in competizione per limitarne l’azione. Ecco perché le donne raramente diventano calve!
VERO: i capelli hanno buona memoria. Il sangue trasporta elementi non solubili presenti nell’organismo (minerali, metalli, sostanze tossiche, droghe) fino alla radice dei capelli. Qui, questi elementi si uniscono ai costituenti della cheratina. L’analisi chimica di un capello permette così di individuare carenze minerali o intossicazioni croniche.
